mercoledì 21 maggio 2014

Lo iodio... perché ci fa bene e dove si trova?

Che cos'è lo Iodio?
Lo iodio è un micronutriente molto importante per il corpo umano.  E’ maggiormente concentrato nella ghiandola tiroide, dove viene utilizzato per produrre i principali ormoni tiroidei ovvero: tetraiodiotironina (T4) e la sua forma attiva la triiodiotironina (T3). Questi ormoni regolano numerosi processi metabolici  nella maggior parte delle cellule e svolgono un ruolo importantissimo nelle prime fasi della crescita e nello sviluppo di diversi organi, in particolare del cervello.


Nonostante il suo fabbisogno per l’organismo umano sia estremamente basso (150 mcg al giorno nell’adulto sano), è un minerale frequentemente carente nella popolazione.

"In Italia, si stima che circa il 10% della popolazione soffra di carenza di iodio."
Il sintomo più comune della carenza di Iodio è lo sviluppo del gozzo, ovvero un rigonfiamento (più o meno marcato a seconda della gravità della patologia e da quanto tempo si protrae la carenza) della tiroide a causa di una incapacità a produrre ormoni tiroidei.


Lo iodio in natura si trova soprattutto in alcuni tipi di terreni, nel mare e quindi anche in misura variabile nei prodotti ittici (pesci, crostacei, molluschi, alghe). Poiché la quantità di Iodio contenuta negli alimenti, sia vegetali che animali, dipende molto dal suolo, è difficile stilare una lista completa degli alimenti ricchi di iodio.

Sappiamo che è presente in buone quantità nel latte, soprattutto nello yogurt e nelle carni (se l’animale ha pascolato in terreni ricchi di iodio o se tale minerale è stato aggiunto al mangime). Anche le uova contengono Iodio.
Ad esempio:  1 yogurt intero può apportare anche  78 mcg di Iodio ovvero il 52% del fabbisogno giornaliero, 2 uova ne apportano invece circa 63 mcg, il 42% del fabbisogno. Dipende molto da COME e DOVE l’animale è stato allevato.

Per quanto riguarda il sale, in Italia è disponibile trovare in tutto il territorio il sale iodato, ovvero del sale bianco fortificato con Iodio. 
Un cucchiaino di sale iodato è in grado di soddisfare il fabbisogno giornaliero di Iodio.
Purtroppo questo tipo di sale ha perso però gran parte dei suoi nutrienti (oligoelementi indispensabili), a differenza del sale marino integrale, il quale non essendo sottoposto al processo di raffinazione, apporta molti oligoelementi in più all’organismo; anche se il suo contenuto di Iodio è nettamente inferiore rispetto al sale iodato.
Consumare sale iodato non è un obbligo e la legislazione attuale non obbliga i produttori a vendere solo sale iodato. Il suo consumo viene "consigliato" poiché in Italia la carenza di Iodio è endemica in alcune zone (ad esempio quelle montane).
Chi non ha problemi particolari e segue una dieta varia ed equilibrata in nutrienti, può eventualmente scegliere di consumare il sale marino integrale.
"Attualmente va molto di moda il sale rosa dell'Himalayano, molto ricco di sali minerali ed estratto da miniere e non dal mare. E' un sale che non utilizzo e non consiglio mai, anche perché non esiste un reale fabbisogno per l'organismo umano. Preferisco incentivare i prodotti locali e a Km 0 (considerato che l'Italia è una penisola circondata dal mare!). Inoltre permangono molti dubbi sulla sua estrazione, in mano spesso a multinazionali britanniche, e sul tipo di trattamento che viene rivolto ai lavoratori, spesso donne e bambini. Inoltre l'estrazione di sale rosa dell'Himalaya porta alla distruzione irreversibile di una risorsa non rinnovabile."
Esistono alimenti che possono ostacolare l'assorbimento di Iodio?
Talvolta la carenza di iodio è associata, oltre che ad un suo basso consumo,  anche ad un eccessiva assunzione di sostanze gozzigene, ovvero che interferiscono con l’assorbimento o l’utilizzazione nell’organismo dello iodio.
Alimenti di uso comune che contengono sostanze gozzigene sono:  cavolo, spinaci, ravanelli, fagioli di soia, miglio, semi di lino, arachidi, pesche, fragole. Non è necessario eliminarli dalla dieta, ma coloro che soffrono di disturbi alla tiroide (ipotiroidismo, gozzo ecc..) oppure non assumono abbastanza iodio dagli alimenti (come vegetariani e vegani), dovrebbero prestare attenzione a non eccedere nel consumo di questi cibi.

Per quanto riguarda i prodotti ittici, sono in genere buone fonti di iodio, poiché i pesci tendono ad accumulare iodio nelle loro carni. I 4 pesci più ricchi di Iodio sono (quantitativo inteso per 150 g, ovvero una porzione media di pesce secondo l'INRAN*):
           -  Cefalo muggine con 285 mcg di Iodio ovvero il 190% del fabbisogno quotidiano raccomandato
            -  Cozze e Vongole, che apportano circa  210 mcg, il 140% del fabbisogno
      - Sgombro che apporta circa 117 mcg, ovvero il 116% del fabbisogno
      - Gamberetti che ne apportano circa 90 mcg ovvero il 90% della quota raccomandata




E’ bene ricordare che comunque molti altri pesci sono ricchi di Iodio come ad esempio: Pagello, Sarago, Boga, Spigola, Mormora, Occhiata, Orata, Sugarello, Dentice e Alici.
Come possiamo vedere una sana dieta mediterranea, ben bilanciata e varia è in grado di soddisfare il fabbisogno di Iodio della maggior parte della popolazione.

* Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione
Per conoscere quali specie ittiche sono più sostenibili e/o contengono meno sostanze inquinanti puoi consultare anche il sito web: www.consumaregiusto.it


Fonti:
Tabelle di composizione degli alimenti INRAN
Banca dati di composizione degli alimenti per studi epidemiologici in Italia

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